Nuova area produttiva a Pievesestina
Scritto da admin on 6 Marzo 2007
Resoconto dei lavori del Consiglio Comunale del 1.3.2007
Nell’ultimo Consiglio Comunale del 1 marzo 2007 si è discusso della spinosa partita di una area importante, di ben 43 ettari di terreno (56 lotti), prevista da tempo come zona di insediamenti produttivi di iniziativa pubblica a Pievesestina, prevista da anni e mai realizzata, bloccata da tempo per inerzia di SAPRO spa (società pubblica per lo sviluppo delle aree produttive) e del Comune di Cesena.
L’atto costitutivo della società SAPRO prevedeva il perseguimento di finalità di interesse pubblico gestendo per conto dei Comuni enti soci, la progettazione esecutiva, l’acquisizione delle aree, l’urbanizzazione delle aree, l’ assegnazione di aree e immobili del patrimonio pubblico destinate ad attività produttive sulla base dei requisiti e criteri fissati dal comune con il regolamento di assegnazione delle aree produttive.
Sapro però si è sempre comportato come se fosse controparte del Comune di Cesena; ha lavorato non in collaborazione col Comune, ma in palese e sterile contrapposizione col Comune.
Lo scopo di Sapro – società voluta dagli enti pubblici – non dovrebbe essere quello di realizzare utili di impresa, ma dovrebbe essere quello di realizzare insediamenti produttivi di iniziativa pubblica offrendo lotti a prezzi contenuti, non di mercato, e non operare invece in un ottica di agenzia immobiliare, tutta intenta a fare operazioni immobiliari, a perseguire scopi di lucro non consoni per una società pubblica come Sapro che interviene in un PIP.
Il rapporto con SAPRO andava sicuramente chiuso prima, molto tempo fa, quando in diverse occasioni sia in commissione che in Consiglio Comunale abbiamo tutti – maggioranza e minoranza – messo in discussione l’efficacia sul ruolo di SAPRO in questa città.
La soluzione proposta dal Comune per far decollare l’area produttiva di Pievesestina è piena di luci (poche) e tante, tante ombre:
si prevede l'abbandono dei rapporti con la società di gestione dell'area, e cioè si fa la scelta politica di procedere alla risoluzione dei rapporti fra comune e SAPRO spa (i Verdi sono d'accordo: lo chiediamo da anni), dato che Sapro non ha rispettato gli obblighi del convenzionamento col Comune, Sapro spa non ha rispettato le procedure, gli obblighi, i tempi nell'attuazione del comparto;
al tempo stesso il Comune di Cesena, consapevole del forte ritardo nell'attuazione della convenzione da parte di SAPRO, consapevole che il contenzioso in atto è stato provocato da SAPRO, il Comune liquiderebbe con danaro pubblico SAPRO per un milione e 400.000 euro: questa la cifra che il Comune intenderebbe sborsare per chiudere i rapporti politici-amministrativi con Sapro per l’area di Pievesestina;
il Comune copre le inadempienze di SAPRO, non mettendo in atto le indispensabili azioni sulle responsabilità pesantissime di SAPRO sul mancato decollo dell'area produttiva, in quanto SAPRO è stata inerte per tanto tempo, è risultata inadempiente su una marea di cose, SAPRO non ha rispettato i termini previsti in Convenzione;
da considerare inoltre l’assenza di risultati concreti nell’attuazione degli obblighi convenzionali che perdura per sette anni dall’iniziale stipula della convenzione;
l’inerzia di Sapro ha provocato un grave danno alla economia del territorio e di tutte le imprese intenzionate a collocare le loro attività;
Sapro ha sempre chiesto – per noi in maniera illegittima – di rivedere i prezzi della acquisizione delle aree, compito in capo alla società SAPRO
Ho chiesto pertanto alla Giunta comunale di rivedere tale scelta, valutando altre strade, per dare attuazione al comparto di Pievesestina
Inoltre nella nuova proposta del Comune, si va allo snaturamento del PIP pubblico (il PIP è un piano insediamenti produttivi di iniziativa pubblica) previsto sull'area, tramite la costituzione di una nuova società di gestione, una società di trasformazione urbana, aperta agli imprenditori privati: il risultato è lo snaturamento del PIP pubblico, il risultato è che non si metteranno a disposizione degli operatori economici terreni urbanizzati a prezzi contenuti
Il Comune di Cesena, coprendo le responsabilità di SAPRO, chiude il rapporto con SAPRO, non chiedendo i danni a SAPRO per gli errori fin qui commessi: il mancato rispetto delle convenzioni, la mancata attuazione del piano, SAPRO è risultata inadempiente agli oneri e agli obblighi assunti nel lontano 1997 (approvazione in Consiglio Comunale dell'atto di indirizzo per l'affidamento a Sapro della realizzazione del comparto produttivo di Pievesestina) e poi con Convenzione sottoscritta nell’agosto del 2000
LE PROPOSTE DEI VERDI
In relazione alle considerazioni effettuate e alle pesanti criticità evidenziate, chiediamo al Comune di intraprendere un diverso percorso politico e amministrativo
Condividiamo il fatto che sia inopportuno proseguire i rapporti convenzionali con SAPRO per l’attuazione del comparto PIP.
Pertanto siamo d’accordo sulla revoca della convenzione con SAPRO, chiudendo definitivamente il contenzioso e le controversie insorte con SAPRO.
Quello che proponiamo al Comune, è di chiedere il conto delle inadempienze di SAPRO.
Inoltre anziché costituire la nuova società di trasformazione urbana, aperta ad una gestione privatistica del PIP, con uno snaturamento automatico della gestione pubblica.
Chiediamo di realizzare il PIP, con le procedure tradizionali del PIP, strumento da sempre ritenuto idoneo in questa città per realizzare le aree produttive in questa città.
Pertanto si chiede di realizzare il PIP, che è in scadenza, proseguendo direttamente alle ulteriori fasi attuative, coinvolgendo eventualmente, la partecipazione delle imprese interessate che possono a tal fine riunirsi in Consorzio.
La cronistoria dei fatti che l’amministrazione comunale ha preparato e inserito nel testo della proposta di delibera per la nuova costituzione della società di trasformazione urbana, non è politicamente corretta, è estremamente parziale, non spiega l’inerzia di SAPRO, non fa chiarezza su come verrà liquidata SAPRO, dato che si andrà alla risoluzione, alla revoca della convenzione.
Per principi di etica politica, per principi legati alla trasparenza amministrativa, è fondamentale chiarire prima di ogni scelta e non dopo a costituzione di Società già realizzata – e la scelta discutibile che il Comune vuole fare è appunto la società di trasformazione urbana con ingresso successivo di soci privati – è fondamentale chiarire prima la definizione dei rapporti fra Comune e SAPRO
Con la proposta di delibera, si dice che sarà la società di trasformazione urbana a farsi carico degli oneri economici di competenza del Comune a seguito della revoca della Convenzione con SAPRO sottoscritta il 3 agosto 2000, cioè sarà la nuova società a subentrare al Comune in tutti i rapporti, e a definire ogni questione connessa alla risoluzione dei rapporti fra comune e SAPRO.
I Verdi, con cognizione di causa, hanno votato contro tale delibera.
Davide Fabbri
Capogruppo Consiliare dei Verdi
Tel 0547.356861
Tel 333.1296915
e-mail: davide.fa@virgilio.it
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