31 July 2010

Unioni Civili: riconoscimento pieno dei diritti

Scritto da Davide Fabbri on 28 Maggio 2007

PER IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI DELLE UNIONI CIVILI

Desidero esprimere piena soddisfazione per la proposta avanzata dai DS del Consiglio Comunale di Cesena sulle unioni civili, attraverso il rilascio di attestazioni di famiglia anagrafica basata su legami affettivi.

L’occasione della discussione pubblica e istituzionale sulle unioni civili, è ghiotta per fare alcune considerazioni di carattere squisitamente politico.

La Margherita di Cesena, incoerentemente rispetto al programma dell’ Unione, ha già annunciato voto contrario sulla proposta di Ordine del Giorno sulle unioni civili presentato dai DS; la Margherita è chiaramente libera di fare quello che ritiene più opportuno: noi Verdi vogliamo essere coerenti con il programma dell'Unione, che prevede il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto.

Io non sono disposto ad arretrare l'asse programmatico del centro-sinistra o a sottostare alle pressioni che vengono da posizioni integraliste come quelle di Forza Italia.

Il nostro paese corre il rischio di restare indietro in Europa sul tema dei diritti civili, visto che molti paesi europei, anche a guida conservatrice, hanno posizioni molto più evolute.

Personalmente mi sembra che dietro al falso dibattito sul concetto di famiglia (evocato da Margherita e Forza Italia) si celi invece un più radicato e vetusto pregiudizio: i rapporti omosessuali per queste forze politiche sono rapporti ’contro natura’.

Per sbloccare quindi la stagnazione entro cui si sta arenando la discussione sulle unioni civili anche nella nostra città, occorre avere chiaro che l’attacco non è alle unioni, per esempio tra anziani, né tanto meno alle coppie di fatto eterosessuali, per le quali esiste già una regolamentazione giuridica che ne definisce diritti e doveri, quanto invece il vero problema risulta essere il riconoscimento sociale di un’altra forma di relazione che chiede visibilità, ovvero la relazione fra persone dello steso sesso.

Cosa è infatti la discussione sulla famiglia se non un falso paravento per giudicare cosa è moralmente accettabile e cosa non lo è?

Occorre andare alla radice del pregiudizio senza paura, e a dire forte e chiaro che una società non può poggiare le sue fondamenta su un’effimera costruzione/costrizione sociale, quale la famiglia oggi è, ma deve poggiare su qualcosa di più profondo: la responsabilità personale di ogni individuo, che si riconosce parte di una comunità, ed in quanto tale soggetto di diritti e portatore di doveri verso quella grande famiglia che è la specie umana.

Cesena, 26 maggio 2007

Davide Fabbri
Capogruppo Consiliare dei Verdi a Cesena (FC)

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