Mozione sul porta a porta
Scritto da Tiziana Lugaresi on 10 Novembre 2007
Il porta a Porta a Cesena resta un miraggio
A fine estate il Consiglio di Quartiere del Cesuola ha approvato la mozione, presentata alcuni mesi prima dalla sottoscritta, consigliera dei Verdi, sulla raccolta differenziata secondo il metodo del Porta a Porta.. E’ stato questo l’atto conclusivo di un iter di approfondimento su questo importante tema a cui i membri del Consiglio di quartiere hanno aderito, tramite alcune iniziative promosse con la collaborazione del MIZ di Cesena, tra cui un’assemblea pubblica di sensibilizzazione della cittadinanza, alla presenza di esperti di fama nazionale. La mozione è stata inviata, subito dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Quartiere, agli organi competenti dell’Amm.ne Comunale, all’Amministrazione Provinciale, alla Direzione di Hera ed alla Presidenza di ATO, con l’intento di proporre la a sperimentazione nel proprio territorio del sistema di raccolta differenziata detto del Porta a Porta, sulla cui efficacia nel ridurre la produzione dei rifiuti e contenere l’aberrante pratica dell’incenerimento non sussistono dubbi, come dimostrano le esperienze già da tempo attivate nel nord Europa e nei comuni più avanzati del Nord d’Italia (e non solo).
Purtroppo dobbiamo registrare che a tutt’oggi nessuno degli organismi su indicati ha dimostrato di prendere in considerazione l’istanza inoltrata dal quartiere. Nessuna risposta infatti è pervenuta, nè per iscritto nè verbale, nessun commento, nessuna richiesta di precisazioni, nessuna telefonata. Nulla. Nessun riscontro nemmeno da parte dell’Amministrazione Comunale di Cesena, che, a dispetto dei tanti proclami sulla partecipazione dal basso alle scelte di interesse collettivo, ha perso anche questa occasione per riconoscere il ruolo attivo dei quartieri, in questo caso il Cesuola , dopo che quest’ultimo si è speso inutilmente per l’individuazione di un diverso e più efficace modello di gestione in materia di rifiuti. E’ inevitabile pertanto giungere alla conclusione che il Comune di Cesena continua a voler confermare, nel panorama regionale, la sua posizione di fanalino di coda in tema di tutela ambientale, tanto da risultare impermeabile a qualunque sollecitazione al cambiamento di prospettiva. Evidentemente la classe dirigente al governo della città ritiene che gli impegni in questo settore possano essere sostituiti da evanescenti dichiarazioni di intenti, circonvoluzioni dialettiche corredate da iniziative di sensibilizzazione pubblica, gestite a livello centralizzato, assolutamente ignorate dalla maggioranza dei cittadini, ma non per questo meno costose per la collettività.(Il progetto, Concretamente tutt’ora in corso, costa 42.000 euro). Si tratta come in questo caso di interventi ben poco utili, se non affrontano e rendono pubblico il nodo centrale del problema che consiste nel fatto che, nella nostra realtà, vengono ancora legittimate politiche di forte incenerimento e che, guarda caso, non sono nemmeno prese in considerazione le strategie più efficaci per il perseguimento delle finalità di riduzione, recupero e riuso dei rifiuti.
Che cosa si può pretendere d’altra parte da un progetto, quasi totalmente finanziato dalla Provincia di Forlì-Cesena che, come è noto, ha in tempi recenti approvato, adeguandosi al piano industriale di Hera il raddoppio dell’inceneritore di Forlì e che vede tra gli attori coinvolti nel percorso, lo stesso gestore Hera, incaricato del “supporto tecnico ed informativo” ?
Tiziana Lugaresi
Consiglio di Quartiere Cesuola
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