Posted by Davide Fabbri on 16 Novembre 2007
I VERDI CHIEDONO DI FERMARE L’INGRESSO DEI SOCI PRIVATI NELLA NUOVA SOCIETA’ DI PIEVESESTINA
Intervento del Consigliere Comunale dei Verdi Davide Fabbri
La Giunta di Cesena ha fatto la scelta di procedere alla risoluzione del rapporto con SAPRO spa per il P.I.P. di Pievesestina e di dare attuazione al comparto industriale mediante la costituzione di una nuova società (la S.T.U. – Società della Trasformazione Urbana) con l’apertura ai soci privati.
I Verdi fanno appello a tutte le forze politiche del Consiglio Comunale di Cesena (Consiglio che è sovrano rispetto alle volontà della Giunta): i Verdi chiedono di approvare una mozione politica per sospendere l’attuale procedura, dato che le perplessità dell’intera operazione sono fortissime.
L’area industriale di Pievesestina – prevista dal lontano 1995 - è di ben 43 ettari di terreno (è previsto l’insediamento di 56 aziende produttive), prevista da tempo e mai realizzata, bloccata per l’inerzia di SAPRO spa (società pubblica per lo sviluppo delle aree produttive).
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Posted by Davide Fabbri on 12 Novembre 2007
INIZIA UN PROCESSO IMPORTANTE:
PRESUNTI ABUSI EDILIZI e DANNI ALL’AMBIENTE DELLA COLLINA CESENATE
Intervento di Davide Fabbri, Consigliere Comunale dei Verdi di Cesena e membro dell’Esecutivo Regionale dei Verdi dell’Emilia-Romagna
Mercoledì 14 novembre 2007, alle ore 9, parte in Tribunale a Forli un importante processo per presunta lottizzazione abusiva che vede fra i rinviati a giudizio l’amministratrice unica della Società AL.NE. srl (Stefania Migani), moglie di Nerio Alessandri (il 100% delle quote di tale Società sono di Nerio Alessandri, leader imprenditoriale di Technogym) per la realizzazione di una mega costruzione rurale più mega attrezzaia sulle colline di Celincordia in via Termoli a Cesena, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale.
La mega lottizzazione ha comportato ingenti sbancamenti, modifiche sostanziali al territorio collinare, una aggressione edilizia ingiustificata in collina con la costruzione di fabbricati ad elevato impatto ambientale.
Il Sostituto Procuratore di Forli Monica Galassi (ora Pubblico Ministero nel processo) ha rinviato a giudizio 10 persone (dirigenti comunali, costruttori, progettisti, affittuari della lotto, rappresentante legale di ALNE srl) per diversi ipotesi di reato; i reati contestati sono: lottizzazione abusiva, abuso d’ufficio, concorso del reato, reato continuato, falsità ideologica.
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Posted by Davide Fabbri on 11 Novembre 2007
Le ultime notizie dal fronte dei presunti abusi edilizi sono le seguenti:
Mercoledì 14 novembre 2007 parte a Forli un importante processo per presunta lottizzazione abusiva che vede fra i rinviati a giudizio dirigenti comunali (Bonaretti, Brighi, Lorenzini) e l’amministratrice unica della Società AL.NE. srl (Stefania Migani), moglie di Nerio Alessandri (il 100% delle quote della Società AL.NE. sono di Nerio Alessandri, leader imprenditoriale di Technogym) per la realizzazione di una mega costruzione sulle colline di Celincordia in via Termoli a Cesena.
Qualche giorno fa la Procura della Repubblica ha avviato una indagine per presunte violazioni alle leggi sull’edilizia in riferimento ad una imponente attrezzaia trasformata in agriturismo con tanto di sbancamenti e parcheggio in collina, in via Castello di Carpineta di Cesena (indagati la proprietà Daltri e il Dirigente comunale Bonaretti – ora in pensione)
Su ambedue le vicende i Verdi avevano segnalato in tempo utile all’Amministrazione Comunale (ben prima dell’arrivo dei sigilli della Magistratura) i presunti abusi edilizi in contrasto con gli strumenti di pianificazione urbanistica; l’Amministrazione Comunale, attraverso il proprio Dirigente Bonaretti, ha sempre risposto affermando che tutto era in regola.
Il Sindaco Conti ha sempre espresso il massimo rispetto e il pieno affidamento nell’operato della Magistratura, confermando la propria fiducia nei confronti dei Dirigenti coinvolti.
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Posted by Tiziana Lugaresi on 10 Novembre 2007
Il porta a Porta a Cesena resta un miraggio
A fine estate il Consiglio di Quartiere del Cesuola ha approvato la mozione, presentata alcuni mesi prima dalla sottoscritta, consigliera dei Verdi, sulla raccolta differenziata secondo il metodo del Porta a Porta.. E’ stato questo l’atto conclusivo di un iter di approfondimento su questo importante tema a cui i membri del Consiglio di quartiere hanno aderito, tramite alcune iniziative promosse con la collaborazione del MIZ di Cesena, tra cui un’assemblea pubblica di sensibilizzazione della cittadinanza, alla presenza di esperti di fama nazionale. La mozione è stata inviata, subito dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Quartiere, agli organi competenti dell’Amm.ne Comunale, all’Amministrazione Provinciale, alla Direzione di Hera ed alla Presidenza di ATO, con l’intento di proporre la a sperimentazione nel proprio territorio del sistema di raccolta differenziata detto del Porta a Porta, sulla cui efficacia nel ridurre la produzione dei rifiuti e contenere l’aberrante pratica dell’incenerimento non sussistono dubbi, come dimostrano le esperienze già da tempo attivate nel nord Europa e nei comuni più avanzati del Nord d’Italia (e non solo).
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Posted by Rita Faggi on 5 Novembre 2007
Comunicato Stampa
oggetto: no alla captazione del Savio, si ad una nuova politica di risparmio dell'acqua
Ha ricominciato a piovere sulle nostre montagne, ma sappiamo benissimo che la riduzione delle precipitazioni atmosferiche, in corso ormai da diversi anni, non permetterà lo stoccaggio di sufficienti riserve idriche se si continuerà a dare risposte unicamente volte a soddisfare i nostri sprechi. Il problema dunque si ripresenterà puntualmente se una volta per tutte non si affronterà la questione puntando sul risparmio e sul riutilizzo dell'acqua con scelte lungimiranti ed ecosostenibili.
Anche se la grancassa degli sviluppisti con in testa il "riesumato" Zanniboni, reclama ancora la realizzazione di nuove captazioni fluviali, il loro tempo é finito così come é finito il tempo delle dighe non risolutive, come la Diga di Ridracoli che dopo 20 anni, nonostante il suo enorme impatto ambientale e costo economico, é andata in crisi per la scarsità di precipitazioni. Eppure i fautori dello sfruttamento illimitato delle fonti appenniniche sembrano non capire che proprio queste fonti non offrono garanzie in caso di siccità, neppure se si decidesse d'imbrigliare tutti i torrenti montani.
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