OdG per l’acqua pubblica
Scritto da Davide Fabbri on 23 Gennaio 2009
Proposta di ordine del giorno relativo all’acqua come bene comune
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CESENA
Premesso che:
- l’acqua è un bene comune, è un bene finito indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi, è una fonte insostituibile di vita che non può essere sprecata o utilizzata alla stregua di una qualsiasi merce;
- la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile sono diritti umani inalienabili e inviolabili di ciascuno
Considerato che:
complessivamente oltre 1 miliardo e 400 milioni di persone che abitano il pianeta non hanno accesso all’acqua potabile, e che per far fronte a questa situazione è stata promossa la campagna mondiale “Acqua diritto umano - bene comune” ed è stato costituito un Comitato Internazionale per un “Contratto mondiale per l’acqua”;
- che tra le iniziative del Comitato Internazionale per un Contratto mondiale per l’acqua, vi è la diffusione del Manifesto dell’Acqua di cui si chiede la sottoscrizione;
- che lo scorso 21 novembre 2008 a Roma, nell’ambito del Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, si è tenuta la prima Assemblea del Coordinamento nazionale degli Enti Locali per l’Acqua pubblica.
Ricordato che:
è stata nuovamente assegnata alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, sulla quale sono state raccolte in tutta Italia (con banchetti anche a Cesena) nel corso del 2007 oltre 400.000 firme di cittadine e cittadini; la proposta di legge ha l’obiettivo di sottrarre l’acqua (reti, gestione ciclo idrico integrato, erogazione) alle leggi del mercato e della concorrenza, garantendone sia la proprietà che la gestione interamente pubbliche, e il controllo diretto da parte della comunità locale; di assicurare una quantità minima vitale di acqua, gratuita, a tutti gli esseri umani
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CESENA
Invita il Sindaco e la Giunta Comunale
ad avviare ogni iniziativa utile affinchè il Parlamento approvi la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua;
a proseguire l’opera di sensibilizzazione sul tema dell’acqua, del suo uso più attento e parsimonioso, e della desertificazione, coinvolgendo sia i Comuni della Provincia di Forli-Cesena, che la Regione Emilia-Romagna;
a proseguire l’attività di riorganizzazione e potenziamento dei servizi pubblici di acquedotto, fognatura e depurazione, superando gli eventuali sprechi e le inefficienze;
a contrastare ogni forma di politica e di sviluppo che di fatto possa comportare direttamente o indirettamente o un impoverimento quantitativo/qualitativo del patrimonio “acqua” o un estendersi dei processi di desertificazione;
a promuovere azioni per:
- preservare e salvaguardare le risorse idriche e favorire l’accesso all’acqua per tutti, come diritto a partire dal proprio territorio;
- ridurre il consumo e gli sprechi di acqua potabile a livello di comportamenti ed usi quotidiani, privilegiando per bere il consumo di acqua di rubinetto in casa ed a sollecitarne l’uso nei luoghi pubblici;
- incentivare la riduzione generale dei consumi di acqua, scoraggiando lo spreco non solo negli usi civili, ma anche negli usi agricoli e produttivi; occorre incentivare il riuso delle acque, i cicli chiusi, le produzioni a più bassi consumi idrici, il completamento delle reti secondarie del Canale Emiliano Romagnolo;
- sollecitare Romagna Acque spa e il gestore Hera spa affinchè garantiscano una buona qualità dell’acqua del rubinetto; va infatti migliorata nettamente la qualità dell’acqua potabile per usi civili, con una rete separata per gli altri usi domestici, proteggendo le fonti di prelievo, rafforzando sia i controlli, che l’informazione ai cittadini sulla qualità delle acque;
- sollecitare gli enti competenti a investire economicamente nella bonifica e manutenzione delle tubature delle reti idriche; sollecitare pertanto il gestore Hera spa ed il proprietario delle reti e degli impianti del ciclo idrico integrato Unica reti spa (società partecipate del Comune di Cesena), alla rimozione graduale delle tubazioni dell’acqua in cemento amianto (in Romagna sono circa 2.200 i Km di condotte per il trasporto delle acque reflue civili in cemento amianto); si ritiene che si debba distribuire alla popolazione solo acqua per usi potabili indenne da amianto;
- praticare la riduzione dei consumi domestici e a sollecitare l’adozione negli edifici pubblici, nelle abitazioni, di tecnologie di riduzione dei consumi (riduttori di flusso);
- definire le azioni necessarie per garantire una gestione ed un governo pubblico delle risorse idriche del territorio;
- sostenere il finanziamento di progetti che garantiscano l’accesso all’acqua nei paesi più poveri
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CESENA
sottoscrive il Manifesto dell’Acqua e aderisce al Coordinamento Enti Locali per l’Acqua Pubblica;
s’impegna a modificare lo Statuto Comunale introducendo il riconoscimento dell’acqua come bene comune pubblico e patrimonio dell’umanità, e di tutte le specie viventi e l’accesso all’acqua potabile come un diritto umano fondamentale, che non deve essere assoggettato a norme di mercato.
Cesena, 15 gennaio 2009
Davide Fabbri
Capogruppo Consiliare dei Verdi di Cesena
www.verdicesena.it - e-mail: davide.fa@virgilio.it
tel. 0547.356861 – tel. 348.7692736
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