Un obbrobrio il Pacchetto Sicurezza del governo
Scritto da Leonardo Cuni on 23 Febbraio 2009
“Cosa potevamo aspettarci ancora da questo Governo estremista e irresponsabile? E’ vero che al peggio non c’e’ mai fine: ma ora la Lega Nord, ben presente anche nella nostra città, si e’ scatenata: in una campagna elettorale permanente, scova uno dopo l’altro il nemico di turno per compattare il proprio elettorato, per distogliere l’attenzione della gente (che dicono di rappresentare) dai problemi reali”
Ha dichiarato Davide Fabbri, candidato Sindaco per i Verdi a Cesena.
“E allora si apre la caccia al marocchino, al rumeno, al rom, al senza fissa dimora, ai disperati rinchiusi nei Centri di identificazione. Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto che va a legittimare persino i servizi di pattugliamento con le ronde, formate da volontari. I Sindaci potranno avvalersi di volontari per la sicurezza, per fortuna non potranno agire armati (nella proposta originaria la Lega Nord aveva proposto il servizio armato). Roba dell’altro mondo, da non crederci! Si mette in discussione il monopolio della sicurezza da parte dello Stato, delle Forze dell’Ordine pubblico.
Il candidato Sindaco di Cesena Paolo Lucchi ha qualcosa da dire in merito? Si giunge di fatto ad una legalizzazione delle camicie verdi padane e delle squadracce organizzate dalla destra romana. Addirittura il Vaticano denuncia la morte dello stato di diritto. Il testo di legge approvato dal Senato e ora all’esame della Camera - specie attraverso l’abrogazione del comma 5 del Testo Unico sull’immigrazione, ma non solo e’ espressione di un disprezzo nei confronti dei piu’ deboli. Un disprezzo che va crescendo, e si accompagna ad atteggiamenti razzisti, ronde, camicie di un solo colore, e tentativi di scavalcamento e affossamento della Costituzione.
Questo Governo, che porta al disastro sociale ed ecologico, prepara misure sempre piu’ repressive: oggi contro gli stranieri “non in regola”, domani contro tutti quelli che non sono allineati. Viviamo in una democrazia autoritaria da operetta, ma non per questo meno pericolosa. E noi Verdi, ecologisti, nonviolenti, che ci stiamo a fare? Evidentemente, facciamo quello che possiamo - che è sempre poco. Ma quello che facciamo, le nostre iniziative, i nostri progetti, i nostri incontri, dovrebbero avere maggiore risonanza per non far sentire soli quei (pochi) che si oppongono, che lavorano non dico per una società più giusta, ma per una meno ingiusta. Dobbiamo rimboccarci le maniche: non ci resta che costruire una sinistra ecologista, nonviolenta, pacifista, che sappia parlare alla gente, prima che sia troppo tardi”.
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