Un nuovo metanodotto minaccia la Valle del Savio
Scritto da Esecutivo on 23 Marzo 2009
Comunicato Stampa del WWF di Cesena
Il WWF di Cesena intende allertare la collettività dai gravissimi rischi per il territorio che comporterà, lungo la dorsale appenninica, la realizzazione del Metanodotto della SNAM S.p.A. Minerbio-Brindisi, che nel tracciato progettato prevede di percorrere anche la Valle del Savio prima di raggiungere la Pianura Padana.
Nel progetto l’infrastruttura si snoderà per 687 km circa con un condotto di 1.200 mm di diametro adagiato a 5 metri di profondità che avrà una servitù di pertinenza di 40 metri, più un corollario logistico di piste di percorso e di cantieri.
Dopo aver raggiunto Sestino (AR), quest’opera attraverserà l’Alta Valle del Marecchia e il territorio comunale di S. Agata Feltria, fino a scendere lungo i terrazzi alluvionali del Torrente Fanante nella Valle del Savio.
In tutta la zona appenninica il metanodotto verrebbe ad insistere pesantemente su un ambiente contraddistinto dalla presenza di frane attive non censite, di terreni fragili, aree rocciose, pendenze pericolose, corsi d’acqua, flora e fauna selvatiche, nonché di pregevoli siti collegati alla Rete Natura 2000. I danni apportati dalla realizzazione dell’infrastruttura sarebbero pertanto irreversibili, a partire da quelli derivanti dallo sbancamento di crinali e fondivalle e dalla costruzione, in aree fino ad oggi occupate da sentieri escursionistici o da vegetazione, di strade necessarie a portare sul posto i macchinari.
Per quanto riguarda la nostra Provincia il tratto più devastante sarà appunto quello lungo il Fiume Savio che sarà interessato da diversi scavi e attraversamenti dell’alveo. Fra Mercato Saraceno e Borello le ferite che questa nuova infrastruttura comporterà si aggiungeranno a quelle non ancora rimarginate causate dalla recente posa delle tubature di Romagna Acque. Dopo S. Carlo, il metanodotto attraverserà il Savio ancora due volte, devastando la suggestiva zona fluviale posta sotto la Rupe di Roversano (…e dove sono ubicate quattro bellissime querce secolari). Poi dirigendosi in diagonale verso S. Vittore e la pianura forlivese assesterà un colpo anche ai pregiati vigneti delle prime colline bertinoresi, presso Monticino.
Peraltro la sua asserita valenza di interesse pubblico è contraddetta dal fatto che un’azienda privata, la British Gas, si occuperà della distribuzione del metano, senza alcuna ricaduta, né contropartita per i territori coinvolti.
Si invitano pertanto tutte le amministrazioni pubbliche competenti del nostro territorio ad esprimersi contro tali rischi e ad aderire alla proposta di un tracciato alternativo del metanodotto lungo il territorio nazionale che le amministrazioni locali dell’Umbria e delle Marche hanno già richiesto da tempo.
Il WWF Cesena ritiene anche al riguardo che non sia utile a nessuno cercare semplicemente di spostarne il tracciato su altre vallate e dorsali vicine quanto semmai ribadire il principio della inviolabilità paesaggistica delle aree montane, poiché la loro integrità può ben rappresentare talvolta l’unica risorsa di sostentamento possibile per le popolazioni locali.
Una volta acclarata pertanto l’effettiva utilità dell’opera, l’unico tracciato possibile sia quello che coincide con le più importanti infrastrutture viarie, che pur rischiando di risultare più lungo, avrà certamente il vantaggio di un miglior rapporto finale di costi e benefici.
WWF Cesena
il Presidente, Ivano Togni
roberto peruzzi dice,
Sono un piccolo propietario dei terreni vicino cui passerà questo metanodotto; si tratta della località Rosciano di Sant’Agata Feltria sulla dorsale di un percorso non molto stabile dal punto di vista idrologico. Su alcuni miei terreni sono state effettuiati indebiti e grossolani interventi di sistemazione delle acque a discapito del bosco, proprio dove ci sono maggiori pericoli di smottamento. Quanto al tragitto, non sono stato informato ancora di niente ma hanno messo dei picchetti sul mio terreno senza alcun preavviso e la comunità montana e le pseudo autorità e anche la forestale hanno atteggiamenti molto paludati e omertosi. Solo qualcuno sembra essere informato, forse perché ha subappalti di manutenzione e preparazione del terreno.
Roberto peruzzi
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