I Verdi di Cesena contro la censura dei movimenti
Scritto da Esecutivo on 21 Maggio 2009
Intervento di Davide Fabbri e Paola Ghini dei Verdi di Cesena
I Verdi di Cesena dichiarano con forza la loro contrarietà all’art. 60, approvato lo scorso 15 agosto, insieme al cosiddetto “pacchetto sicurezza (Ddl 2010, Legge 733 bis).
Questo articolo di legge, inserito su emendamento dell’UDC, declina alcuni punti del tema della censura applicata alla rete telematica. Con il pretesto di far pulizia dell’apologia di reato (ovvero dell’incitamento alla disobbedienza alle leggi) in realtà il legislatore prepara chiari presupposti per oscurare tutti quei gruppi spontanei, movimenti e comitati di cittadini che negli ultimi anni sono stati tra le poche voci di dissenso allo strapotere di pochi.
Essendo state occupate le frequenze televisive da personaggi arcinoti, occupata o fortemente controllata la stampa di quotidiani, settimanali e libri dallo stesso cognome, il popolo del dissenso pacifico e costruttivo ha trovato nella rete di internet, un modo per far sopravvivere quei valori di coesione sociale che ormai non hanno più voce in Parlamento: libertà di informazione, lotta alla mafia, uguaglianza di fronte alla legge senza discriminazione di sesso, etnia, religione, diritto d’asilo per i perseguitati, diritto all’accoglienza per scopi umanitari, diritto allo studio, diritto al lavoro e alla salute, salvaguardia dell’ambiente, sostegno alla ricerca.
La legge non riconosce differenze tra l’incitamento alla violenza e l’espressione del dissenso. E questo è il primo vuoto normativo che rende ambigui i casi di applicazione dell’art. 60.
Ma come si realizzerà l’oscuramento dei siti scomodi? Recita l’art.60 “il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’Autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.” (Comma 2). Dunque l’art. 60 stabilisce che è sufficiente una comunicazione da parte del Ministero di Giustizia per dare al Ministero dell’Interno la possibilità di uscire con Decreto di oscuramento e sanzionatorio fino a 250.000 Euro, come stabilisce il comma 3.
Dunque un provvedimento di censura di questa portata, non viene adottato in seguito ad accertamento giudiziario e con regolare processo. Infatti gli accertamenti sono a cura del Ministero dell’Interno, contrariamente a quanto prescrive la separazione classica dei tre poteri dello Stato. Ecco cosa prevede il testo, al comma 2: “Il Ministro dell’Interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del Decreto di cui al comma 1, della Polizia postale e delle comunicazioni”.
I Verdi di Cesena denunciano questo fatto estremamente grave: a provvedimenti di censura e di gravi sanzioni pecuniarie non si puo’ giungere senza regolare processo; altro aspetto negativo è il fatto che il comma 1 dell’art. 60 lascia non specificato il ruolo dell’Autorità giudiziaria, che viene esautorata del suo ruolo principe.
Cesena, 19 maggio 2009
Davide Fabbri
Candidato a Sindaco per i Verdi di Cesena
Paola Ghini
Candidata al Consiglio Comunale per i Verdi di Cesena
Tel 348.7692736
www.verdicesena.it
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