7 September 2010

Verdi per la scuola primaria

Scritto da Paola Ghini on 16 Maggio 2009

Il Partito dei Verdi di Cesena è impegnato sul fronte della scuola, in difesa dei servizi educativi per i minori, in difesa del diritto allo studio di alunni con svantaggi sociali ed economici e con bisogni educativi speciali e infine in difesa dell’Articolo 3 della Costituzione Italiana, il quale stabilisce che è compito dello Stato rimuovere, togliere, eliminare gli ostacoli allo sviluppo della persona, articolo che vincola lo Stato ad offrire i migliori servizi educativi.

L’8 aprile, il Consigliere Comunale dei Verdi, Davide Fabbri, ha presentato una mozione con cui si chiedeva al Consiglio Comunale di Cesena di denunziare gli intenti anticostituzionali della cosiddetta “Riforma” Gelmini e di avviare il ricorso al Tar del Lazio contro la circolare n°4 del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca del 15 gennaio 2009. Il Consiglio Comunale di maggioranza PD, insieme agli esponenti di destra, ha bocciato la mozione. Ma l’impegno dei Verdi resta. Ecco i dettagli della mozione, che poggiano sul parere di avvocati locali.
La mozione chiede al Consiglio Comunale di valutare “positivamente le richieste avanzate dai genitori dei bambini a Cesena, che non si sono fatti irretire dalle nuove disposizioni governative, richiedendo la migliore scuola per i propri figli”.

La mozione prosegue invitando la Giunta Comunale “a richiedere al Ministero l’assegnazione della dotazione degli organici necessari, al fine di garantire la copertura del monte ore di studio richiesto dai genitori, in grado di corrispondere alle legittime attese delle famiglie.” Dunque la mozione tenta di responsabilizzare l’ente locale relativamente ai servizi ai cittadini.

Di seguito “invita la Giunta Comunale a valutare la possibilità di impugnare al TAR la Circolare Ministeriale n. 4 del 15 gennaio 2009 (Circolare per iscrizioni)”. Questa richiesta è opportuna in quanto la circolare è un provvedimento ULTRONEO, cioè che va oltre le norme da cui dovrebbero discendere. Inoltre la circolare stessa, all’8 aprile, attua Regolamenti che non sono ancora legge, in quanto in fieri.  I Regolamenti infatti, al momento del consiglio comunale, devono ancora ricevere il parere del Consiglio di Stato e, non sono ancora stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, devono passare in seconda lettura dal Consiglio dei Ministri.

I motivi alla base del possibile ricorso e addotti dal Consigliere Comunale Davide Fabbri, richiamano i profili di illegittimità costituzionale della circolare:

1. aver ricorso alla decretazione di urgenza prevista dalla Costituzione all’art. 76 per soli casi di necessità ed urgenza, mentre una riforma della Scuola, per le sue implicazioni sociali e culturali, richiede una scelta serena e ponderata del Parlamento, che contrasta con la ristrettezza dei tempi prevista per l’approvazione dei decreti legge;
2. aver violato l’art. 33 della Costituzione, con l’adozione di schemi di Regolamenti il cui contenuto eccede le competenze di tali atti, definite dall’art. 17 della L. 400/88 II comma, ed indicando che detti Regolamenti avrebbero modificato la Legge vigente, mentre la norma costituzionale impone che le modifiche siano fatte solo con Legge;
3. aver violato l’art. 117 della Costituzione, così come modificato dalla riforma del Titolo V, in tema di autonomia scolastica e, quindi, anche il DPR 275/99;
4. aver violato l’art. 117 della Costituzione in ordine alla competenza legislativa delle Regioni.

Gli schemi di Regolamento sono ora all’esame del Consiglio di Stato, che dovrà esprimersi proprio sulla loro legittimità.

La richiesta finale al Consiglio Comunale è quella di esprimere pubblicamente un parere circa la liceità per le scuole primarie di ignorare i regolamenti e la circolare nelle parti che non si ispirano alle leggi vigenti e di poter organizzare un modello scolastico che risponda alle esigenze dei bambini e delle famiglie.

A un mese dalla mozione dei Verdi, i regolamenti emanati (il n° 38) e i tagli realizzati al momento dell’assegnazione del personale, non lasciano molte possibilità. Spariscono le compresenze, diminuisce l’orario di lezione, diminuisce il personale di sorveglianza, aumentano gli alunni nelle classi. E questi tagli corrispondono a solo uno degli otto miliardi che il Ministro Tremonti ha indicato di tagliare nella scuola nei prossimi 3 anni. Diminuirà la sicurezza nelle scuole, diminuirà l’orario delle lezioni, verranno eliminati i pomeriggi, spariranno i servizi di supporto ai bambini con Bisogni Educativi Speciali.

A tutto questo si oppone il Partito dei Verdi, solidale con tutti quei genitori ed insegnanti che si sono mobilitati questo inverno per fare informazione presso la cittadinanza, per contrastare una campagna diffamatoria contro il sistema scolastico della scuola primaria. La verità è che il potere dominante sta smantellando la scuola primaria per costruire una scuola classista, discriminante e anti-democratica.

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