11 March 2010

Il partito che amo

Posted by Leonardo Cuni on 25 Luglio 2009

 

Agli amici, agli elettori, ai simpatizzanti, agli iscritti dei Verdi di Cesena.

 

Carissimi,

vi scrivo come Presidente uscente dei Verdi di Cesena. Alcuni di voi sapranno che mi sono dimesso dal mio incarico di dirigente locale del partito a seguito della sconfitta che abbiamo patito alle elezioni di inizio giugno (percentuale quasi dimezzata rispetto a cinque anni fa e non elezione di alcun consigliere comunale).

Ho comunicato questa mia decisione ai presenti all’incontro tenutosi qualche settimana fa presso il circolo Arci “Magazzino parallelo”, ne ho poi dato comunicazione, via posta elettronica, al Presidente provinciale, ai membri dell’esecutivo provinciale e del consiglio federale regionale così che gli organi del partito, almeno sino al livello regionale, ne fossero a conoscenza. Continua a leggere..

Diritto all’oblio: nuovo bavaglio su Internet

Posted by Paola Ghini on 12 Luglio 2009

I Verdi di Cesena tornano ad avvisare i concittadini di un nuovo attacco alla libera informazione via internet, che si sta preparando tramite una seconda legge-bavaglio. Già nel 2007, Prodi aveva reso obbligatorio che i blogger (i responsabili dei siti) fossero iscritti all’ordine dei giornalisti, tagliando le gambe ai comuni cittadini.

Nel 2008, l’attuale governo, nel pacchetto sicurezza, aggiunge un articolo che permetterà al Ministero degli Interni di oscurare i siti imponendo pene pecuniarie fino a 250.000 Euro, senza giusto processo. Ora, l’ultima novità primavera-estate viene dalla Lega. A questo scopo, la deputata leghista Lussana ha presentato la proposta di legge n. 2455. Così esclama alla Camera: “Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge è finalizzata a riconoscere ai cittadini, già sottoposti a processo penale, il cosiddetto «diritto all’oblio» su internet, cioè la garanzia che - decorso un certo lasso temporale - le informazioni (immagini e dati) riguardanti i propri trascorsi giudiziari non siano più direttamente attingibili da chiunque. In sostanza i siti non potranno più fare memoria delle condanne già stabilite dai tribunali.

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