Il partito che amo
Scritto da Leonardo Cuni on 25 Luglio 2009
Agli amici, agli elettori, ai simpatizzanti, agli iscritti dei Verdi di Cesena.
Carissimi,
vi scrivo come Presidente uscente dei Verdi di Cesena. Alcuni di voi sapranno che mi sono dimesso dal mio incarico di dirigente locale del partito a seguito della sconfitta che abbiamo patito alle elezioni di inizio giugno (percentuale quasi dimezzata rispetto a cinque anni fa e non elezione di alcun consigliere comunale).
Ho comunicato questa mia decisione ai presenti all’incontro tenutosi qualche settimana fa presso il circolo Arci “Magazzino parallelo”, ne ho poi dato comunicazione, via posta elettronica, al Presidente provinciale, ai membri dell’esecutivo provinciale e del consiglio federale regionale così che gli organi del partito, almeno sino al livello regionale, ne fossero a conoscenza.
Mi sono dimesso perché non ritengo ammissibile che un dirigente politico che porta il proprio partito al disastro elettorale, così io reputo il nostro risultato, possa rimanere al suo posto. In queste settimane di silenzio (mi scuso con tutti coloro che ho snobbato ed a cui mi sono negato in questo periodo) e di riflessioni ho trovato che le mie personali responsabilità politiche erano troppo gravi per far finta di nulla. Le riassumerei tutte con questa frase: aver sottovalutato gli avversari e non essermi accorto del cambiamento in atto nell’elettorato e nella società. La responsabilità è enorme soprattutto considerato che il Comune di Cesena non è propriamente un continente.
Il gruppo dirigente andrà rinnovato. In autunno, penso.
Il nostro partito, che amo poiché (bio)diverso, continua orgogliosamente ad essere tale. In ogni altro partito le cariche dirigenziali sono viste come un traguardo ricco di onori. Noi, a Cesena, le viviamo come un servizio, carico di oneri.
L’ultimo onere che spetta all’esecutivo uscente è quello di far quadrare i conti. La campagna elettorale ci è costata e non si può lasciare un incarico dirigenziale con dei debiti. Riterrò completamente esaurito il mio ruolo di presidente una volta pagata l’ultima fattura, in scadenza a fine ottobre.
Proprio ad ottobre i Verdi italiani andranno a congresso, il terzo in pochissimi anni, per rinnovare il gruppo dirigente e decidere la linea politica per i prossimi anni. Una delle ipotesi in campo è quella di continuare con l’esperienza di “Sinistra e Libertà”: la lista presentata alle ultime europee assieme a Socialisti, Vendoliani e Sinistra democratica. Ascoltando le “voci di corridoio” sembra che, ad oggi, questa sia la proposta che vincerà il congresso, ma le cose possono cambiare.
Sabato 25 luglio i consiglieri eletti al Consiglio Federale Nazionale si confronteranno proprio su questo tema e, spero, ne uscirà un quadro più chiaro.
Personalmente amo il partito dei Verdi perché, seppur tra contraddizioni ed errori, mantiene la capacità di guardare la società dall’ angolazione dei limiti dello sviluppo. Quasi un’eresia in questi tempi di appiattimento del pensiero. Lo amo perché è parte di una grande Comune europea ed io continuo a credere risolutamente che la politica dovrà essere sempre più europea, per essere vera politica, cioè ricerca del buon vivere per tutti, e per evitare di confinarsi dentro il pericoloso recinto del proprio territorio.
Spero che i Verdi italiani decidano di continuare nella strada di un partito Verde e cercherò di spingerli a questo votando, al congresso, una mozione che chieda questo. Se, però, si dovesse decidere di chiudere l’esperienza Verde per confluire in “Sinistra e Libertà”, non aderirò a nessuna forma di scissione o di rifondazione verde. Se la maggioranza dei delegati congressuali dovesse decidere in maniera differente dal mio pensiero: seguirò la strada decisa assieme. Aderirò a quello che nascerà, che non sarà di certo il partito che amo, e mi impegnerò per riuscire a volergli almeno un briciolo di bene. Non so se ci riuscirò, ma un tentativo devo farlo.
Non so dire cosa succederà del nostro partito: dei Verdi di Cesena.
So che l’esperienza e la storia di più di venticinque anni non andranno perse. So che il lavoro svolto e le idee messe in campo per un miglioramento della città non saranno accantonate. So che la critica costante ad uno stile di amministrazione lontano dall’ecologia della politica ci aiuterà a non perdere la bussola.
So, infine, che la mozione che, nel febbraio 2008, elesse me presidente ed Andrea, Davide, Mario e Rita, membri dell’esecutivo è uno splendido punto da cui ripartire.
Auguro a tutti noi di continuare il nostro viaggio e che la strada sia lunga.
Leonardo Cuni
340.9704467
al_margine@yahoo.it
ihhj dice,
Cinicamente parlando, a livello nazionale, anche credendo in un progetto quale sinistra e libertà, potrebbe rivelarsi una mossa errata quella di accantonare il simbolo dei verdi. Il sole che ride raccoglie un 1-2 % di voti più emotivi che politici (vago animalismo senza alcuna coscienza politica), che non potrebbero in alcun modo essere trasformati in voti per una lista dal significato meno immediato come sinistra e libertà. Nell’ottica dell’attuale legge elettorale, che pare ci dovremo tenere per un pezzo, il sole che ride potrebbe valere un pugno di voti che in alcune condizioni potrebbero risultare determinanti per il quorum di una coalizione.
Invece sul locale, sempre volendosi cinicamente piegare al gioco della legge elettorale, pare francamente in dubbio la possibilità di tornare ai numeri del passato, necessari per entrare in consiglio comunale. Ciò è comunque da tenere in conto nel riflettere sul futuro. Se (e sottolineo *se*) saltasse fuori prima o poi la possibilità di pensare ad un progetto politico compatibile con la linea di fermezza mantenuta dai verdi fino ad ora, ma capace allo stesso tempo di unire un bacino di forze più ampio, sarebbe un’opzione da prendere in seria considerazione.
Paola Ghini dice,
Amici dei Verdi,
simpatizzanti, iscritti, attivisti o volontari occasionali, mentre voi chiacchierate sulla vostra/identità a Case Castagnoli è stato aperto un cantiere misterioso privo di segnalazione adeguata.
SI tratta di zona AT4a cioè zona che l’AUSL aveva stabilito che restasse vietata a industrie altamente inquinanti per la vicinanza alle abitazioni.
Invece, una delibera del COnsiglio COmunale del 06/11/08, la n.°180, ha stabilito che anche queste aree potranno ospitare insediamenti di industrie altamente inquinanti purchè adottino “i più moderni sistemi di lavorazione” etc, etc.
Si fa riferimento poi ad una fantomatica approvazione dell’AUSL di cui però mancano totalente i riferimenti di n. protocollo e normativi.
Invece di stare a farsi delle seghe mentali, che ne dite di rimettersi a lavorare?
Paola Ghini
Paola Ghini dice,
Amici dei Verdi,
simpatizzanti, iscritti, attivisti o volontari occasionali, mentre voi chiacchierate sulla vostra/nostra identità a Case Castagnoli è stato aperto un cantiere misterioso privo di segnalazione adeguata.
SI tratta di zona AT4a cioè zona che l’AUSL aveva stabilito che restasse vietata a industrie altamente inquinanti per la vicinanza alle abitazioni.
Invece, una delibera del COnsiglio COmunale del 06/11/08, la n.°180, ha stabilito che anche queste aree potranno ospitare insediamenti di industrie altamente inquinanti purchè adottino “i più moderni sistemi di lavorazione” etc, etc.
Si fa riferimento poi ad una fantomatica approvazione dell’AUSL di cui però mancano totalente i riferimenti di n. protocollo e normativi.
Invece di stare a farsi delle seghe mentali, che ne dite di rimettersi a lavorare?
Paola Ghini
Paola Ghini dice,
A proposito dell’area Case Castagnoli, l’acquirente del lotto AT4a che il Comune ha autorizzato ad essere insediato da attività produttive della categoria “altamente inquinanti”, è una fabbrica di polistirolo. Chiedo che i cittadini si attivino per aiutarmi nelle riceche. Paola
Luigi dice,
ENNESIMA ISTANZA RIVOLTA ALL’ATTUALE AMMINISTRAZIONE, NATURALMENTE RIMASTA INEVASA. UNITIVEMI A ME SE QUELLA CHE STANNO CREANDO NON è LA CITTA’ CHE VOLETE!
Gentile Sindaco, ad una mia e-mail di qualche mese addietro, nella
quale scrivevo a lei come candidato sindaco, mi rispose invitandomi a
sollecitarla nuovamente ed al piu’ presto. Torno sull’argomento di allora,
preoccupato dall’avanzare imperterrito e pericoloso di una Cesena
“sbagliata”; e le chiedo, nella mia nuova veste di neopadre di famiglia
e quasi suo coetaneo, di contribuire fortemente a porre un freno alla
cementificazione ed urbanizzazione che sempre piu’ ci attanaglia. Mettiamo
fine agli interessi meramente economici che ci spingono ad assecondare
le richieste di sempre piu’ influenti ed alienanti delle solite e note
associazioni di categoria e degli esercenti di turno; basta con nuovi
parcheggi, con nuove strade, con nuovi centri commerciali. Non è questa
la citta’ dove voglio crescere e far vivere mio figlio. Non voglio una
citta’ con parcheggi a tutti costi a servizio dei negozi del centro (uno
scempio malcelato il parcheggio cubo zona Savio e il
futuro parcheggio Osservanza!) ; non voglio per lui una citta’ assediata
da cantieri e da grandi magazzini di periferia. Voglio una citta’ dove il
centro si raggiunga in bicicletta o con mezzi pubblici efficienti , ma
soprattutto una citta’ che sia letteralmente invasa da alberi e grandi
parchi e boschi urbani. Diamo un forte impulso a nuove e vere piantumazioni e quantomeno smettiamo di eliminare in maniera indiscriminata quelle spontanee. Trasformiamo Cesena in una uova città, stile nord europa, pulita ed organizzata, dove sia
premiata la qualita’ della vita nel vero senso della parola, e non dove,
il volere economico di pochi gruppi di potere, condizioni in peggio lo
stile di vita di tutti. Come padre di famiglia, si fermi a pensare. Lo
faccia per i nostri figli. Lei puo’ farlo. Spinga gli investimenti nella
giusta direzione, nella direzione che ci porti ad un futuro piu’ verde e
sereno e non a tutti costi piu’ ricco (per i soliti pochi) e commerciale. Puo’ sembrare
antipopolare, ma i ns bambini ci ringrazieranno. Questo forse non le
basta? Grazie, un amico cittadino.
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