Posted by Esecutivo on 9 Dicembre 2007
Comunicato Stampa - Wwf di Cesena
NON UNA GOCCIA IN PIù DAI FIUMI DELLA ROMAGNA
L'acqua è un bene primario del quale, se vogliamo garantirci in futuro la disponibilità tanto in quantità che in qualità, dovremmo cominciare a pensare come un tutt'uno con l'ambiente naturale, all'interno del quale le riserve idriche possano riprodursi (non c'è vita senz'acqua, ma non c'é neanche acqua senza vita).
Fermiamoci un attimo a riflettere, prima che la presa di coscienza sia obbligata dal fatto compiuto. Se il 2007 è da considerarsi l'anno dell'emergenza idrica, la risposta istituzionale a tale emergenza è stata, com'era immaginabile, quella di cercare subito il modo d'incrementare i prelievi dall'ambiente, d'incrementare quindi la pressione sui corpi idrici (falde, corsi d'acqua superficiali) dopo un'estate che ha visto i fiumi prosciugarsi completamente per lunghi mesi.
Ma cosa è stato fatto, per arrivare a questo punto? E cosa si continua a fare, ora, dopo che si è sfiorato il razionamento con (ricordiamolo, ma non è ancora finita!) uno scenario di rubinetti chiusi per 18 ore al giorno ed aperti 6 ore (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21)?
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Posted by Rita Faggi on 5 Novembre 2007
Comunicato Stampa
oggetto: no alla captazione del Savio, si ad una nuova politica di risparmio dell'acqua
Ha ricominciato a piovere sulle nostre montagne, ma sappiamo benissimo che la riduzione delle precipitazioni atmosferiche, in corso ormai da diversi anni, non permetterà lo stoccaggio di sufficienti riserve idriche se si continuerà a dare risposte unicamente volte a soddisfare i nostri sprechi. Il problema dunque si ripresenterà puntualmente se una volta per tutte non si affronterà la questione puntando sul risparmio e sul riutilizzo dell'acqua con scelte lungimiranti ed ecosostenibili.
Anche se la grancassa degli sviluppisti con in testa il "riesumato" Zanniboni, reclama ancora la realizzazione di nuove captazioni fluviali, il loro tempo é finito così come é finito il tempo delle dighe non risolutive, come la Diga di Ridracoli che dopo 20 anni, nonostante il suo enorme impatto ambientale e costo economico, é andata in crisi per la scarsità di precipitazioni. Eppure i fautori dello sfruttamento illimitato delle fonti appenniniche sembrano non capire che proprio queste fonti non offrono garanzie in caso di siccità, neppure se si decidesse d'imbrigliare tutti i torrenti montani.
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Posted by Rita Faggi on 3 Ottobre 2007
COMUNICATO STAMPA
La crisi idrica in Romagna
Alla scarsità di precipitazioni di questi tempi, che sta mettendo in crisi gli ecosistemi acquatici prima ancora dei nostri rubinetti fa da corollario, come da copione, una serie d'interventi sui quotidiani locali che reclamano il reperimento di ulteriori risorse idriche.
Primeggia come sempre l'ex presidente di Romagna Acque, G. Zanniboni che, pur avendo da pensionato "messo più giudizio", coglie ancora l'occasione per fare l'apologia della sua "creatura". Lo segue a ruota anche il Consigliere Provinciale dei Comunisti Italiani, Tinin Mantegazza, che propone fra l'altro la desalinizzazione dell'acqua marina.
Forza Italia, d'accordo ovviamente con il Comune di Sarsina, vorrebbe invece a tutti i costi farci bere l'acqua del Lago di Quarto.
Nessuno, naturalmente, che si preoccupi di quello che succede nei letti inariditi dei nostri corsi d'acqua.
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